Corte d’Appello, De Benedetto (FI): “Criteri ragionieristici spada di Damocle su Giustizia”

La chiusura della Corte d’Appello di Lecce è una spada di Damocle insostenibile che pende sul sistema giudiziario pugliese e salentino. La riorganizzazione della geografia delle istituzioni e della giustizia è un obiettivo che non si può perseguire a colpi di scimitarra nè usando criteri meramente ragionieristici.
Ne fanno le spese le specificità dei singoli territori nella lotta alla criminalità, in nessun modo gestibili con il pallottoliere e diverse per intensità dei fenomeni e varietà degli stessi. Le lotte compiute finora nel leccese, infatti, non sono le stesse che ha affrontato la Capitanata nè quelle del barese. Difficilmente, dunque, indebolire un presidio stabile di legalità per ottenere distretti in linea per numero di abitanti, darà ai cittadini la garanzia di una giustizia stabile ed in grado di agire in maniera capillare nelle Comunità. Senza contare che parlare di accorpamento con altre sedi come quella barese, in un momento in cui gli organici e le dotazioni sono già al collasso ed i carichi di lavoro si riescono a sopportare a fatica, rappresenta uno scenario che lascia troppi interrogativi in merito alla reale efficacia del processo in corso. Non è campanilismo o volontà di piantare bandierine, ma semplicemente la richiesta di maggiore concertazione sui limiti tecnici di quanto si sta realizzando, gli stessi che costringerebbero avvocati della punta dello Stivale a percorrere oltre 230 km per raggiungere Bari.
Federica De Benedetto, vice coordinatrice regionale Forza italia Puglia
30 marzo 2016

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