CONSORZIO DELL’ARNEO. Mellone ha incontrato i 40 dipendenti di Nardò, senza stipendio da febbraio

I 40 dipendenti della sede di Nardò del Consorzio di bonifica dell’Arneo sono senza stipendio da febbraio e questa mattina hanno incontrato il sindaco Pippi Mellone in una riunione cui hanno preso parte anche le rappresentanze sindacali. Diverse le questioni poste dai lavoratori del Consorzio, che lamentano il fatto di non riuscire ad avere alcuna interlocuzione con i vertici e la paura che sia in atto uno spostamento delle loro competenze verso Arif e Aqp che renderebbe sempre più incerto il futuro dei Consorzi in Puglia e la loro stessa sopravvivenza. Oltre, naturalmente, alla mancata corresponsione degli stipendi, nonostante vi sia un fondo di diciotto milioni di euro che sono stati congelati in attesa della legge regionale di riorganizzazione dei Consorzi di bonifica.

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                “Mi sono messo a disposizione dei dipendenti del Consorzio – fa sapere il sindaco Mellone – e ho promesso loro che porterò sul tavolo del presidente Emiliano un dettagliato documento su questa situazione, a firma mia e delle sigle sindacali. È paradossale che ci siano lavoratori che non ricevono lo stipendio da un ente la cui natura giuridica è pubblica e quindi che per questo ci siano famiglie in difficoltà da molti mesi. Peraltro, ho appreso stamattina da loro che il commissario straordinario ha percepito qualcosa come 460 mila euro in quattro anni, mi pare senza risolvere granché vista la situazione che abbiamo sotto gli occhi. Con quei soldi avremmo tranquillamente pagato l’arretrato degli stipendi. Il punto cruciale, a mio avviso, non è trasferire le competenze dei Consorzi ad Arif e Aqp, tanto per non risolvere il problema e fornire loro un ulteriore occasione di politicizzazione, ma fare in modo che i Consorzi, come accade per le aziende in crisi, siano in qualche modo riconvertiti e sfruttati al massimo sul fronte del riutilizzo dei reflui in agricoltura. Considerato che la strada tracciata in tema di risorse idriche in Puglia è quella, non resta che concentrare in tale direzione ruolo e compiti di questi organismi. Che sarebbero pienamente utili e produttivi, senza alcun spreco di risorse”.
                                                                                                               Ufficio Stampa

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