Condotta sottomarina: respinta ieri sera dall’assise dove erano riunti Commissione consiliare Ambiente, Consulta dell’Ambiente e Giunta la bozza di protocollo sottoposta dalla Regione Puglia e Acquedotto Pugliese

“Impegno la Giunta ad organizzare un approfondimento tecnico delle proposte che sono venute questa sera in sede di riunione congiunta della Commissione Consiliare Ambiente, della Consulta dell’Ambiente e della Giunta. Il lavoro continua. Certo, non possiamo sottoscrivere la bozza di protocollo che ci ha sottoposto dalla Regione”.

Con queste dichiarazioni il sindaco Marcello Risi ha chiuso, ieri sera, i lavori della lunga e partecipata assemblea che ha visto impegnata, a partire dalle 19.30, l’assise comunale composta dalla Commissione consiliare Ambiente, presieduta dal Consigliere Salvatore Antonazzo, dalla Giunta comunale e dalla Consulta dell’Ambiente presieduta da Graziano De Tuglie.   Hanno partecipato alla riunione anche i tecnici della regione, dottor Luca Limongelli e dell’Acquedotto Pugliese, dottor Valentini.

Presenti in aula rappresentanti della Consulta, del Comitato per la Tutela del Paesaggio, delle associazioni che da anni si battono per fermare i progetti di concentramento dei reflui di Nardò e Porto Cesareo a Torre Inserraglio e che negli ultimi anni  hanno fatto rete nel Comitato NO TUB di cui il portavoce è Agostino Indennitate.

 A portare un  contributo e sostegno anche i  rappresentati delle associazioni che a Manduria e ad Avetrana si battono contro analoghi progetti, a dimostrazione che il Mar Jonio è un mare da salvaguardare   in nome  del superiore diritto alla Salute e della consegna, alle future generazioni, di un‘ inestimabile risorsa che vanta un  patrimonio ricco di esemplari di rare specie protette il cui equilibrio non può essere  compromesso  da interventi che considerano, a torto, questo tratto di Mar Mediterraneo un mare magnum, capace potenzialmente di neutralizzare  ogni ipotesi di sventurato inquinamento. Lo Jonio è un’ansa del Mar Mediterraneo, come tale chiuso e che mal si presta a diluire, pur per effetto  delle correnti, ogni agente inquinante.

Respinta al mittente la bozza di protocollo che la Regione aveva preparato per impegnare il Comune di Nardò alla realizzazione della condotta sottomarina.

 Ancora una volta è stata ribadita la contrarietà (già espressa all’unanimità  nel  Consiglio comunale  del 28 maggio 2012) al progetto  di collettamento dei reflui fognari di Porto Cesareo a quelli di Nardò. Il contributo altamente tecnico e scientifico dei rappresentati della Consulta e della rete del Comitato No Tub ( di grande rilievo scientifico gli interventi, nell’ordine di Graziano De Tuglie,  Raffaele Onorato, Massimo Vaglio e Sergio Fai)   ha permesso di esprimere e di proporre sul tavolo di confronto con la regione un’ alternativa  che individua nel Canale Asso ( dove già confluiscono i depuratori di 27 comuni salentini )  lo sbocco finale per il versamento dei reflui depurati attraverso  gli impianti di affinamento in tabella IV (massimo affinamento). Questo garantirebbe il recapito finale delle acque che   non possano essere utilizzate in agricoltura per uso irriguo.

E questa la proposta che sarà a breve offerta come contributo ufficiale dalla Consulta dell’Ambiente, cosi come ha dichiarato, a conclusione dei lavori, il suo Presidente Graziano De Tuglie .

E su questa direttrice sono stati invitati a lavorare, sia dal sindaco Marcello Risi  che dal presidente della Commissione Ambiente Salvatore Antonazzo, i componenti della Giunta municipale presenti ieri al completo e che tramite l’intervento e la voce dell’neo assessore Mino Natalizio ( che da anni si batte contro la costruzione della condotta)  hanno sottolineato, ancora una volta come le criticità  sollevate in merito alla condotta sottomarina “derivano dal fatto che lo stesso è stato concepito per scaricare a mare (loc. Torre Inserraglio) in un unico punto i reflui di due località turistiche tra le più rinomate e frequentate d’Italia, quali sono Nardò e Porto Cesareo, peraltro all’interno di un SIC a mare posto ai confini dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo e di Nardò.
Questa soluzione è sicuramente più funzionale agli interessi del gestore (lo stesso A.Q.P.) ma meno controllabile da parte degli Organi a ciò preposti e dei cittadini e, soprattutto, con più rischi ambientali.”

 E sui rischi ambientali  per il nostro Sic ( Sito di interesse comunitario) ricco di specie biologiche protette  (si pensi alla spunnulata , presente  nella Palude del Capitano  e  che trova protezione legislativa in almeno dieci leggi dello Stato) si è soffermato Raffaele Onorato, componente  del Comitato per la Tutela del paesaggio  che ha  denunciato le  incoerenze tecniche di una condotta che, inizialmente aveva una lunghezza di  sette km, poi di quattro e infine, ora, di un solo km e mezzo  ricordando, poi,   come sulla questione esista un esposto alla Procura della Repubblica mai archiviato.

L’intervento – sulla stessa lunghezza d’onda – di Massimo Vaglio (che della condotta si occupa sin dal 2004) ha poi offerto lo spiraglio che ha permesso di concludere la lunga riunione di ieri sera con la proposta di un’alternativa su cui lavorare: quella   di far confluire, quale recapito finale, i  reflui depurati nel Torrente Asso. Questo comporterà, essendo il Canale Asso un Corpo Idrico Superficiale non significativo che ha come recettore una Vora, che i reflui (così come prescrive la normativa in materia) dovranno essere trattati in Tabella IV: massimo del processo depurativo.

Il collettamento dal depuratore al Canale Asso potrebbe avvenire attraverso la realizzazione di una condotta (per la cui realizzazione potrebbero essere utilizzate le risorse previste per la condotta sottomarina) da posizionare adiacente al Canale stesso almeno fino a dove il refluo non intercetti le necessarie pendenze per poter confluire nella Vora. Chiaramente, previo Piano di Uso Irriguo, parte degli scarichi fognari depurati potrebbe essere utilizzata in agricoltura. Inoltre, se si dovesse prevedere il collettamento dei reflui di Porto Cesareo, il tubo collettore potrebbe passare da altro sito piuttosto che interessare l’attuale percorso previsto che interferirebbe con il delicatissimo ecosistema della Palude del Capitano.
Soddisfazione è stata espressa dal portavoce del Comitato No Tub, Agostino Indennitate  che già qualche giorno fa aveva invitato il  sindaco Marcello Risi, a porsi quale leader della  cordata di sensibilità culturale e della prospettiva di sviluppo compatibile ecosostenibile che la Comunità ha espresso in maniera inequivocabile in questi ultimi due anni.
La città – ha dichiarato Indennitate – “ ha capito il rischio che comportano questi progetti, calati dall’alto e impregnati di una visione figlia del passato”.

Agostino Indennitate ha poi invitato il Sindaco ad impugnare il Piano regionale di Tutela delle acque  così da intraprendere la  strada che punti al riuso a  fini irrigui.

Soddisfazione espressa anche da parte del Presidente della Commissione Ambiente Salvatore Antonazzo che ha tenuto a sottolineare quanto segue: 

 In qualità di presidente della Commissione Ambiente constato come la riunione congiunta ha avuto un significativo riscontro  nella coscienza di tutti coloro  che vi hanno partecipato.

 La questione è di massima importanza per la collettività neretina che ha il diritto di sapere e di conoscere. Il mio ruolo istituzionale mi impone di proseguire nel cammino intrapreso perché siano sempre i cittadini, tutti, il fulcro di ogni scelta politico-amministrativa.

L’aver predisposto un procedimento partecipativo di questa portata è solo il primo passo, ora rimane da portare avanti le ragioni di un territorio come il nostro già oltremodo provato, con la massima fermezza.

Perché non si può accettare passivamente che l’interesse di qualcuno prevalga  sul bene di ognuno.”

 La riunione che si è aperta alle ore 20.00 e si è sciolta dopo le 23, ha visto anche gli   interventi di

Oronzo Capoti, Consigliere comunale; Pippi Mellone, Consigliere comunale; Sergio Vaglio, Consigliere comunale; Michele Muci, Conigliere comunale; Mirella Bianco, Consigliera comunale e di Giovanni Siciliano, Consigliere provinciale uscente. 

Ida Vitagliani

Ufficio stampa

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