Con lo spettacolo teatrale “Andrano si racconta” si chiude il Festival

Quando il teatro scende in piazza e si snoda lungo le vie del centro storico di un paese, il filo della trama coinvolge tutti. Inaspettatamente nella storia gli spettatori diventano attori, protagonisti di vita. Con lo spettacolo “Andrano si racconta” per la regia di Fabrizio Saccomanno  e Fabrizio Pugliese, domenica 6 settembre si chiude il Festival delle Culture Mediterranee, organizzato dall’Associazione Mediterranea. Nel comune del sud Salento,quindi, alle ore 21:00 si assisterà ad un laboratorio creativo messo in piedi dall’idea dei due registi che hanno formato una piccola associazione, U.R.A Teatro, per dare uno spazio autonomo a quei lavori nati dalla loro collaborazione artistica e molto apprezzati dalla critica. Con “Andrano si racconta” si tornerà indietro nel tempo attraverso antichi mestieri, racconti di guerra, canti popolari, storie che hanno segnato la tradizione di un territorio che nel corso degli anni, poi, ha perso alcune delle sue abitudini come l’esposizione della dote,in casa delle promesse spose, alla vigilia delle nozze. Il teatro di Saccomanno e Pugliese intende essere una sorta di traversata in cui il profumo dei ricordi traccia ed intreccia il racconto degli amori clandestini, delle giornate faticose nei campi, delle speranze davanti ad una terra che risveglia e rafforza ogni giorno identità e dignità. L’Associazione Mediterranea – presieduta da Mimmo Balestra – con il patrocinio dell’Istituto Culture Mediterranee, ha inteso promuovere per la II edizione del Festival la condivisione come momento di confronto tra generazioni. La comunità di Andrano,quindi, diventa parte attiva e principale di un lavoro artistico non facile. . Gli spazi sono importanti, si passa dalla piazza principale per diramarsi nei vicoli, nei piccoli rioni, poco utilizzati per i momenti di attività culturali. Il teatro, inteso come polis (città), agorà (piazza), dove la nostalgia per le cose perdute, i frammenti di una quotidianità ormai smarrita, ma recuperata attraverso la memoria, si mescola attraverso le differenti età dei partecipanti e si proietta verso un futuro ci si augura meno incerto.Il teatro, in fondo, appartiene ad ognuno di noi ed ognuno si racconta seguendo il proprio percorso di vita, di emozioni, di ricordi, di attese.Chiuderanno lo spettacolo due ragazze del Marocco, di Ras El Ain, che racconteranno del loro Paese e l’integrazione fra le due culture sarà manifestata con un gesto d’accoglienza: offriranno il the. Il Festival delle Culture Mediterranee, sotto la direzione artistica di Margerita Franja, con il teatro mescola storie di vita, di Paesi, di tradizioni per lavorare la tela dei ricordi, della condivisione.

Fabrizio Saccomanno

Fabrizio Pugliese

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