Comune di Tuglie, Teatro Pubblico Pugliese. Stagione di prosa 2016-17

Anche Tuglie avrà la sua stagione teatrale. Il Comune entra nel circuito del Teatro Pubblico Pugliese e programma subito una mini stagione al Teatro Comunale a cominciare dal 26 aprile prossimo.
Primo momento spettacolare, quindi, con Ben Hur – una storia di ordinaria periferia di Gianni Clementi, con Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Elisabetta De Vito. Scene Francesco Montanaro, costumi Isabella Rizza, disegno luci Marco Laudando, regia Nicola Pistoia, il 26 aprile.
Ben Hur è uno degli spettacoli più amati degli ultimi anni, osannato da critica e pubblico Più di 300 repliche, 180 città raggiunte, oltre 100.000 spettatori, un film accolto con grande favore: ecco i numeri di questo vero e proprio CULT teatrale. Un perfetto mix di risate, pensieri, emozione e cattiveria, nato dalla penna di Gianni Clementi per la formidabile coppia Triestino-Pistoia (accompagnati dalla talentuosa Elisabetta De Vito, finalista alle maschere del teatro 2012-13 come attrice non protagonista) e che ha conquistato le platee di tutta Italia. Lo sfondo è Roma. Roma che accoglie e che respinge, Roma sempre più incattivita, eppure capace di generosità inaspettate. Lo “straniero” oggi è sempre più parte di questa città, volenti o nolenti. In Ben Hur ha le vesti di un ingegnere bielorusso (Milan, rigorosamente clandestino), che irrompe con il candore di chi spera in un futuro migliore, e che poi, con la forza di uno tsunami, rivitalizza il grigio percorso di due fratelli, Sergio e Maria, separati e costretti ad una grigia convivenza coatta, in una grigia periferia. Lui, ex-stuntman in attesa di un risarcimento per un incidente sul set de “Salvate il soldato Ryan”, trascina le sue giornate al Colosseo dove, vestendo i panni di un centurione, si presta alle canoniche foto con i turisti. Lei, invece, s’impegna in una squallida chat erotica telefonica. Lavora da casa, in vestaglia, ciabattando tra una stanza e l’altra. Con Milan arriveranno un progressivo benessere, energie nuove, una biga e forse un nuovo amore. E poi…il resto lo scoprirete a teatro.
Il 4 maggio ecco arrivare Dario Ballantini con Da balla a Dalla – Storia di un’imitazione vissuta di Dario Ballantini, regia di Massimo Licinio.

Un omaggio che Ballantini rende all’amico e grande cantautore Lucio Dalla, reinterpretando una parte scelta della sua straordinaria produzione artistica. È uno spettacolo che ricorda Dalla visto attraverso il racconto di vita vera di Dario che, da fan imitatore giovanissimo e pittore in erba, aveva scelto il cantautore emiliano come soggetto di mille ritratti e altrettante rappresentazioni da imitatore trasformista fino all’incontro vent’anni dopo in cui i ruoli si sono, come in un sogno, ribaltati facendo si che Lucio diventasse un sostenitore del successo di Dario, come pittore e trasformista. Ballantini con i musicisti, diretti da Egidio Maggio, racconta minuziosamente i passaggi della carriera di Dalla, cantando con la voce sorprendentemente fedele al l’originale e trasformandosi “dal vivo” in lui. Tra un brano e l’altro, scorrono sul proiettore le decine di foto tratte dai disegni di Ballantini sui diari scolastici che rivelano la maniacale passione per Dalla che, ha avuto modo di rendersi conto di questa nascosta passione durante la mostra alla Triennale Bovisa di Milano dove Lucio cantò per un ora, mentre Dario dipingeva.“Sono stato innamorato della musica di Lucio Dalla da sempre. Al liceo sui miei diari c’erano le sue foto, le parole delle canzoni, i miei disegni che erano ritratti. Lucio li ha anche visti questi appunti scolastici e si è meravigliato, erano roba del ’78, del ’79. C’erano le sue caricature e accanto le foto dei compagni di classe. Questo progetto un omaggio a un cantautore che ha dato tanto a tutti: spero che dovunque sia, ne sia felice.”
L’11 maggio con canzoni teatrali dell’opera buffa del ‘700: “Napul’è nu palcoscenico,  Con Gianni Aversano – voce, chitarra e recitazione, Paolo Propoli – chitarra, tamburo, cori e recitazione, Michele DE Martino – mandolino e recitazione. Da Viviani a De Simone e le macchiette di Nino Taranto, inframmezzate da serenate e tarantelle.
Ultimo appuntamento il 18 maggio con La Calandra e uno degli spettacoli più amati e replicati della Compagnia. L’Orlando furioso, tratto dal celebre poema cavalleresco di Ariosto è stato riadattato per la scena da Luigi Scorrano e diretto da Giuseppe Miggiano. Le scenografie arricchite da animazioni digitali video-proiettate animano uno spettacolo che, in realtà, rappresenta un vero e proprio cavallo di battaglia per il gruppo salentino. “L’Orlando Furioso” è infatti uno degli spettacoli più rappresentati negli anni da parte della Compagnia salentina, avendo partecipato a numerose rassegne e premi teatrali in tutta Italia e meritando vari encomi fra i quali il prestigioso Premio Lecce Art Festival, assegnato dai direttori dei maggiori settimanali di spettacolo italiani e, recentemente, il Premio come Migliore Regia e Migliore Attore non protagonista al Festival Nazionale di Montecarlo di Lucca.
Una compagnia di attori girovaghi e saltimbanchi si ritrova, quasi per caso, a mettere in scena la storia del celebre poema scritto da Ludovico Ariosto. Le spade ed i cavalli sono di legno, i luoghi raccontati fatti solo da cartone ed immaginazione, i costumi quasi carnevaleschi. Eppure, nella loro ingenuità essi riescono ad evocare ugualmente le avventure di Orlando e Rinaldo nei boschi della Francia, la locanda sui Pirenei dalle cui finestre si può scorgere volare l’ippogrifo, il castello di Atlante, le passioni di Olimpia, la battaglia di Parigi, la fuga di Angelica, amata da Orlando ed innamorata di Medoro, ed infine la follia di Orlando ed il viaggio di Astolfo sulla Luna in cerca del suo senno perduto. Una parodia ed un’avventura cavalleresca nello stesso tempo, scene di passione raccontate sotto forma di farsa e farse che diventano struggenti storie d’amore, battaglie finte che appaiono eroiche guerre combattute da attori sconclusionati e rozzi ma che, loro malgrado, divengono l’anima ed i protagonisti di una delle avventure più celebri e belle della letteratura mondiale. Luigi Scorrano ed il regista Giuseppe Miggiano riescono funambolicamente a mettere in scena il poema di Ariosto grazie ad un patchwork teatrale che unisce insieme l’improvvisazione da guitti degli attori con i brani più famosi dell’opera, le scenografie digitali dei video artist della Compagnia Calandra con il teatro di marionette dei pupi siciliani. L’intreccio labirintico del poema ariostesco si riflette come in uno specchio nelle sequenze disarticolate e coinvolgenti delle scene, rappresentando il vero e proprio spirito dell’opera barocca che viene messa in scena con l’autoironia che contraddistingue la Compagnia teatrale salentina. Un trionfo scintillante e scoppiettante di luci, scherzi e risate, da tenersi per mano, tutti insieme, attori e spettatori, per celebrare la bellezza dell’arte, che è fantasia, magia e poesia.
Abbonamenti disponibili
Costo dei biglietti Posto unico € 15; Ridotti per giovani fino a 25 anni € 10
L’acquisto dei biglietti:
Cartoleria Merenda, Piazza Garibaldi
Cartoleria Pamar, Via Vittorio Veneto
URP, Comune di Tuglie, piazza Massimo D’Azeglio
Per informazioni
URP- Comune di Tuglie (sig. Piero Rocca) tel. 0833.595521, cell. 328/8604326
TEATRO COMUNALE
Monte Grappa- Tuglie
Corso Cesare Vergine
INFO: www.teatropubblicopugliese.it
Ufficio Stampa Teatro Pubblico Pugliese
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