Coldiretti Lecce. Ecologia: nelle parole di Papa Francesco la rivoluzione gentile per salvare la terra

Un nuovo approccio ecologico, per salvaguardare l’ambiente e le produzioni del territorio.

Se ne è parlato nella tavola rotonda organizzata da Coldiretti Lecce sui temi che Papa Francesco ha evidenziato nell’Enciclica “Laudato Si'”. Al convegno, moderato dal giornalista Rosario Tornesello, tenutosi  ad Alessano, dopo i saluti del sindaco Osvaldo Stendardo, sono intervenuti il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, Vito Angiuli, il direttore del Museo di Biologia Marina di Porto Cesareo, Ferdinando Boero e Stefano Masini responsabile nazionale dell’Area Ambiente e Territorio di Coldiretti a cui si sono aggiunte le testimonianze degli imprenditori agricoli Daniela Margarito e Nicola Vantaggiato.

Il  presidente di Coldiretti Lecce Pantaleo Piccinno, ha ricordato il legame dei coltivatori e della Coldiretti con i valori ambientali e della solidarietà tant’è che nello statuto dell’organizzazione agricola è sancito l’impegno ad ispirare “la propria azione alla storia e ai principi della scuola cristiano-sociale”. Dovere sindacale e sociale, ha ribadito, “che conduce Coldiretti a valorizzare il contributo che il coltivatore offre alla società per la corretta e costante manutenzione del territorio”.

Monsignor Vito Angiuli ha invitato tutti a leggere attentamente la prima enciclica del Papa esclusivamente dedicata alla questione ecologica. La crisi ecologica, sottolinea, “provocata dal comportamento umano, ci impone di averne consapevolezza che bisogna cambiare e affrontare la realtà di crisi in modo nuovo. Occorre saper coniugare ecologia ambientale, economica, sociale, comportamentale, culturale. Educazione ecologica è il formare una spiritualità ecologica che rifugge da un antropocentrismo deviato e da un biocentrismo fuorviante. E’ necessario recuperare il senso del limite – ha ricordato Il vescovo –  che non significa impotenza ma è consapevolezza della nostra natura e della nostra forza.

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Ferdinando Boero ha ricordato che “siamo il prodotto della biodiversità che è la stessa che ci dà vita e ci sostiene e noi la stiamo distruggendo. Bellezza, onestà e sapienza sono le parole da recuperare e per convertirci è fondamentale l’educazione, dobbiamo conoscere per imparare a rispettare”.

Stefano Masini ha posto l’accento su come un vero approccio ecologico non può essere fatto al di fuori dell’ambito economico: “il Papa ci fa riflettere sulla iniquità e disuguaglianze prodotte dai mercati. La tanto invocata libertà di movimento e di produzione implica consapevolezza di limiti e regole. Gli stessi comportamenti personali di acquisto avvalorano o condannano alcuni modelli economici. Acquistare il nostro l’olio, per esempio, significa permettere il mantenimento del nostro territorio. L’Unione Europea – conclude – oggi è propensa a chiudere con filo spinato le proprie frontiere alle persone ma apre a tonnellate di prodotti non controllati che troppo spesso vanno ad ingannare i consumatori europei”.

Coinvolgenti sono state le testimonianze di Daniela Margarito, imprenditrice agricola di apicoltura di Racale, e Nicola Vantaggiato, giovane ortofrutticoltore di Corigliano, i quali nel raccontare il loro approccio all’azienda agricola hanno sollecitato a riscoprire “la filiera del cibo divenuto il prodotto dell’imprenditore agricolo prima considerato solo come produttore di materie prime indistinte. Il coltivatore oggi pone al centro del suo obiettivo non il mercato ma il consumatore realizzando un circolo virtuoso tra qualità, sicurezza alimentare, rispetto ambientale, impianto ecosostenibile, fiducia del consumatore”.

Coldiretti Lecce, 26 maggio 2016

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