Castellino, Lorenzo Siciliano: gli amministratori affrontino il problema

Il rapporto consegnatoci da Arpa Puglia (in netto ritardo, considerato che appena Martedì è stato trasmesso alla Provincia di Lecce e al Comune di Nardò dopo un prelievo effettuato sui pozzi spia il 5 Ottobre dello scorso anno) ci pone di fronte ad un caso non rinviabile. È da cinque anni che si discute di messa in sicurezza e post gestione della discarica di Castellino. Tavoli tecnici, riunioni, conferenze di servizi, dibattiti, promesse e buone intenzioni. Un agglomerato di azioni che nulla hanno modificato se non l’indice della fiducia di questa Comunità nel vedere quel sito, che ha danneggiato lungamente l’immagine e la salute di questo territorio,  degnamente bonificato. Ma, ora, la situazione non è più quella di un tempo. Quei rifiuti, nella pancia di Castellino, hanno iniziato a far sentire i loro danni anche nel primo e fondamentale bene comune di cui dispone l’uomo: l’acqua. Quella stessa acqua che innaffia le nostre angurie, divenute famose in tutto il Mondo, il nostro grano, che dà vita alle nostre frise, i nostri pomodori, rossi e succosi. Quella di Castellino non è più definibile come battaglia Politica, è un’emergenza ambientale, una crescente fucina di inquinamento a cui porre un freno. E per farlo non c’è bisogno delle riunione con i responsabili delle anticamere della istituzioni, come se questo fosse un problema da far scrivere in agenda per quando poi ci sarà il tempo di discuterne. C’è bisogno che i Consiglieri Regionali, tutti, di questa Provincia intraprendano un’azione incalzante nei confronti di questo governo regionale al fine di far stanziare quei 5 milioni di euro necessari alla messa in sicurezza di quel sito. Rideterminare la tariffa a carico dei Comuni facenti parte dell’ex Ato Le/2 rappresenta un percorso difficilmente percorribile, come gia dimostrato in passato. Ogni altra promessa sarebbe uno schiaffo a questa Comunità, alla sua intelligenza, alla sua pazienza. Un’ulteriore perdita di tempo che striderebbe con la realtà. Quella realtà che, oggi, ci impone di chiudere quel capitolo per poi, dopo, investire gli organi preposti della ricerca delle responsabilità. Perché se pensiamo di far luce sui responsabili e poi mettere in sicurezza la discarica, stiamo semplicemente perdendo del tempo prezioso per quella che potrebbe essere, con molta probabilità, una drastica, ed ulteriore, impennata degli indici di inquinamento, e conseguente aggravio delle malattie da esso derivate, nel nostro territorio.
E allora intendo chiedere al Sindaco di farsi portavoce di questa azione collettiva. Di mettere seduti attorno ad un tavolo tutti gli amministratori regionali di questa Provincia e far si che Castellino, per questa terra, resti semplicemente, un brutto ricordo. Io credo che su questo tema serva coraggio e determinazione in grado da far prendere una posizione a chi ci tiene appesi ad un filo da lungo tempo.
Lorenzo Siciliano
18 febbraio 2016

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