Caso mensa, il comunicato stampa de “La Fenice s.r.l.”

Con provvedimento n° 1544/16 del 24/10/2016, la Asl di Lecce disponeva “…la ricerca di eventuali patogeni presenti su tutto il personale preposto alla manipolazione, al trasporto ed alla sporzionatura… mediante analisi coprologiche e tampone faringeo”.
L’Azienda, con spirito collaborativo, si allineava alle prescrizioni dell’Autorità procedente, sottoponendo ad analisi, a proprie spese, tutto il personale addetto presso il centro cottura di Galatone.
In data 04/11/2016, noti i primi esiti, l’Azienda, si prodigava a notiziare la Asl di Lecce, con nota dettagliata, a  firma del proprio Legale.
I soli dati numerici, dunque, erano più che sufficienti, in tale sede, a determinare la Asl di Lecce circa le statuizioni che da lì a poche ore avrebbe assunto nei confronti dell’Azienda, ignorando totalmente il fatto che quest’ultima avesse già prontamente provveduto a sospendere dal servizio tutto il personale risultato positivo alle analisi.
Assolutamente falso ed inveritiero è quanto sostenuto dalla Asl di Lecce, nella propria nota ufficiale divulgata a mezzo stampa, circa il presunto rifiuto opposto dall’Azienda di produrre la refertazione.
Ed invero, nella stessa mattinata, personale appartenente al Dipartimento di Prevenzione, servizio SIAV B e SIAN, procedeva a prendere visione, in sede di ispezione presso il Centro cottura di Galatone, di tutti i referti analitici riferibili al personale in servizio, attestante l’idoneità di quanti, in quel momento, attendevano alle proprie mansioni all’interno della cucina.
Veniva redatto, in esito all’ispezione, apposito verbale, nel quale si dava atto di quanto appena detto.

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Ciò posto, destano sbigottimento e rammarico le illazioni contenute nella nota ufficiale trasmessa dalla Asl a mezzo stampa, circa una presunta reticenza opposta dalla scrivente che, per contro, mai ha inteso celare o nascondere le emergenze analitiche ed anzi ne ha prontamente comunicato il dato numerico alle competenti autorità, attivandosi, nell’immediato, a scongiurare ogni pericolo per la salute pubblica.
Ad ogni modo, l’Azienda sta procedendo alle controanalisi su tutto il personale risultato positivo ai primi riscontri e, anche di queste, avrà cura di comunicare prontamente gli esiti alle autorità procedenti.
Con riferimento, poi, al capitolo “pasto prova”, l’Azienda ribadisce fermamente di aver rispettato pienamente tutte le procedure in materia di autocontrollo e, dunque, respinge ogni addebito.
Né può, in proposito, la Asl, lamentare di non essere stata allertata tempestivamente, poiché è un dato oggettivo ed incontestabile che la stessa fosse a conoscenza della presunta tossinfezione già 24 ore prima dell’effettivo sopralluogo igienico-sanitario del 20 ottobre 2016, avvenuto con notevole ritardo! Pertanto, è assolutamente impietoso, oggi, muovere alcun tipo di rimprovero all’Azienda che, nell’immediatezza dei fatti, si è attivata tempestivamente nella gestione della delicatissima emergenza.
Sempre in data 20 ottobre 2016, inoltre, non veniva documentato alcun problema di sovraffolamento di personale e comunque, ad oggi, non esiste ancora alcuna statuizione ufficiale in merito da parte della stessa Asl, nonostante la stessa abbia, evidentemente, ritenuto corretto anticipare i propri provvedimenti per il tramite della stampa.
Sempre la stessa Asl, inoltre, puntuale nel sottolineare che le analisi del pasto campione hanno avuto esito negativo (che, quindi, esclude la presenza di patogeni nei cibi), ha sottaciuto che ad oggi nessun riscontro oggettivo si è avuto in merito alla presunta tossinfezione del 18 ottobre scorso.
L’Azienda ribadisce, infine, di poter garantire il servizio mensa, grazie all’ausilio di altri centri cottura autorizzati, nelle proprie disponibilità.
Gli esiti delle analisi sul personale, qualora dovessero trovare conferma dalle controanalisi, creano profondo dispiacere e rammarico ma, tuttavia, non si può non riconoscere la difficoltà, ai limiti dell’impossibile oggettivo, di prevedere e soprattutto prevenire il verificarsi di un simile presunto inconveniente, occorso in totale assenza di sintomi.
L’Azienda, infatti, in possesso di certificazione di qualità, si è sempre avvalsa dell’ausilio di madri di famiglia sane e responsabili e, soprattutto, competenti nello svolgimento delle proprie funzioni.
Tra queste, molte sono madri di bambini che frequentano gli stessi plessi scolastici ove si sarebbe verificato il problema.
Dunque, continua ad apparire del tutto fuori luogo  l’ inclemente accanimento manifestato da più parti contro la scrivente e, soprattutto, l’autoreferenzialismo di quanti, con troppa facilità, non attendevano altro che un alone per alimentare la politica del sospetto ed accampare facili correlazioni che, fino a prova contraria, di fatto, continuano a rimanere escluse.
L’Azienda intende andare a fondo alla questione, anche per vedere tutelata la propria immagine ma, soprattutto, per fare chiarezza su una vicenda che, nonostante gli sforzi degli addetti ai lavori, continua a rimanere inesorabilmente nebulosa.
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