CARLA FRACCI DANZA “SHÉHÉRAZADE E LE MILLE E UNA NOTTE”

Tra le novità dello spettacolo, lo straordinario brano “song of indian guest” , in una rarissima incisione del grande e noto tenore svedese Jussi Björling,  sul quale Carla Fracci danzerà un assolo importante.

All’interno dello spettacolo in un contesto coreografico speciale, l’attore Andrea Sirianni reciterà una lirica di Eugenio Montale, che fu amico della Fracci, tanto da dedicarle una famosa poesia dal titolo “La danzatrice stanca”.

La stella dei palcoscenici mondiali vestirà il ruolo di Thalassa, Regina degli Abissi.

Al suo fianco il celebre danzatore cubano Carlos Alberto Montalvan Tovàr, che dopo esperienze internazionali torna al Balletto del Sud per il ruolo di Sindbad, il marinaio.

I solisti sono: la danzatrice spagnola Nuria Salado Fusté nel ruolo di Zobeide, Alessandro De Ceglia nel ruolo di Amir e Francesco Cafforio nel ruolo di Hassan.

Un ruolo determinante all’ attore ANDREA SIRIANNI che recita un doppio ruolo: quello del Sultano e di Shéhérazade.

L’allestimento ideato da Franzutti è realizzato per le scene da Francesco Palma e per i costumi da Chiara D’Agostino.

Il Balletto del Sud è compagnia considerata dalla critica “la migliore realtà italiana di un genere accademico narrativo” ( Mario Pasi, Vittoria Ottolenghi e Michele Nocera),
Il coreografo dello spettacolo, Fredy Franzutti,  è anche il direttore del Balletto del Sud, reduce da un’ importantissima stagione internazionale e di grandi successi.

FRACCI  Lo spettacolo prevede una tournée nazionale; la partecipazione il 16 settembre al Festival della cultura araba nella città di Costantina in Algeria; e ancora nel 2015 la partecipazione al            prossimo festival internazionale de L’ Habana a Cuba.

Lo spettacolo Shéhérazade e le mille e una notte è l’evento di inaugurazione del progetto Itinerario Danza 2015.

  Le parole della canzone “song of indian guest” : And still the snowy Himalyas rise, In ancient majesty before our eyes, Beyond the plains, above the pines. While through the ever  never changing land, As silently as any native band, That moves at night, the Ganges shine… … …All are in the song that only India can sing, India, the jewel of the East

La poesia di Montale è “Xenia” da “Satura”: Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.

 
11 agosto 2015

 

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