BLU MARINO A QUADRETTI, TUTTO DA RIFARE !

Dopo la fontana “in… guanata” del Toro in piazza Salandra, tocca alla fontana di piazza Diaz, frammentata!
Occorre molta attenzione alla ‘qualità della vita’ di una città. Tutto passa dall’attenzione rivolta per le parti che meglio la identificano, per i suoi ‘segni’ principali di riconoscimento. Che sia una fontana, una stradina interna del centro, un palazzo signorile, un giardino storico, una facciata o un monumento, tutto deve assolutamente passare per la necessaria, normale, manutenzione ordinaria.
Auspichiamo insistentemente che sia questo, prima o poi, l’obiettivo da perseguire per poter aprire una nuova fase di sviluppo e di responsabilità della Nardò futura.
Certo qualcuno dovrà pensare di rivedere regole e norme per il rispetto della qualità degli interventi di ripristino e recupero del centro, peggio ancora se, nella situazione di degrado in  cui quella parte del centro versa, si dicesse, che le norme e le regole ci sono o sono sempre esistite, perché getterebbe nella confusione non pochi cittadini e offenderebbe l’onestà  intellettuale di quelli più consapevoli. Inoltre, a maggior ragione, l’esistenza di norme mai rispettate, confermerebbe l’assoluta, inerzia, indifferenza, perpetrata da decenni e decenni in questa città (come l’infinita documentazione fotografica dell’ Osservatorio dimostra giorno per giorno da tempo). Per esempio, tutti conosciamo la situazione della cattiva illuminazione delle nostre piazze migliori del centro storico o della situazione degradata in cui si trovano (S. Antonio,La Rosa, S. Matteo, delle Erbe, De Simone, ecc…), eppure nessuno dice nulla, forse per le illusorie promesse di fugaci apparizioni su plance elettorali o per manciate di lenticchie che, a quanto pare, non hanno mai portato, poi, tutti questi grandi vantaggi (almeno al paese!).
Saremo un po’ stanchi di questa strategia senza obiettivi, senza regole e senza strategia.
L’Osservatorio sulla città, continua e continuerà a dibattere proprio su questo silenzio, in quanto, proprio rispetto alle continue lamentele che si sentono in giro, poi, non corrisponde una ferma e decisa denuncia, chissà perché!
Sta di fatto che i cittadini sono sempre più consapevoli, interessati, curiosi e preparati. E non si lasceranno certo, far passare sotto il naso, eventuali procedure che non nascano democraticamente dal loro coinvolgimento, nelle decisioni pubbliche, specialmente quelle che riguardano il loro destino comune, inerenti alla rivitalizzazione dell’antica città.
Unico rischio? Che siano sparuti e disorganizzati profili di ‘singoli’, ad impersonare il rinnovamento o magari personalizzare le politiche di rilancio. L’indirizzo utile invece è crescere tutti insieme. Ecco perché occorrono le consulte per i vari settori e la partecipazione dei cittadini ai dibattiti. Di questo, infatti, dovrebbe occuparsi la politica seria; la partecipazione e i modi per realizzarla, riavvicinando la popolazione alla passione per la discussione e il confronto.
Altrimenti si finisce come l’immagine dimostra, disorganizzati, consumati, frammentati mai ripristinati. Ogni forma urbana, trattata cosi, perde senso, funzione e valore identitario, no?
http://xoomer.virgilio.it/arch.paoladarpino/Architettura/osservatoriosullacitta.htm
Osservatorio sulla città – Nardò (Le)
osservatorionardo@libero.it

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