Bambini dimenticati, quella colpevole disattenzione che uccide di Lucia Accoto

Una dimenticanza. Una dimenticanza che uccide. Un neonato di cinque mesi morto dopo essere stato dimenticato dai genitori sul nastro trasportatore dei bagagli in aeroporto. Questo solo l’ultimo caso in ordine di tempo. Numerosissimi sono i bambini dimenticati nelle auto. Il numero cresce a livelli esponenziali. La disarmante realtà coinvolge e sconvolge tanto il Belgio quanto la Francia, la Spagna, l’Australia, l’Italia. Anzi i dati più sconcertanti arrivano proprio dal nostro Paese che, ad oggi, detiene il primato dei bambini abbandonati, dimenticati, chiusi in auto. I casi aumentano in modo impressionante. Vite spezzate, vite in bilico tra la vita e la morte, vite di bambini dimenticati in automobile dai genitori. Bambini che patiscono il caldo oppure il freddo rischiando l’assideramento o la disidratazione. Un figlio non può essere dimenticato. È figlio del proprio sangue. È un figlio, un bambino ed in quanto tale le attenzioni, le cure, le preoccupazioni gli sono dovute. Tutte. Ed al massimo. Almeno, dovrebbe essere così. Impensabile quindi rifugiarsi nella scorciatoia, nella strada più semplice, ma anche la più falsa, quella che la colpa può essere della società, dello stress che attanaglia genitori presi da mille pensieri. Un figlio non è una valigia dimenticata in aeroporto o la borsa della spesa dimenticata in ufficio. Qui, è persino superfluo dirlo, dimenticanza significa disattenzione. Assenza di responsabilità. Di più: mancanza di amore. Ed essere genitori è una cosa seria. Non c’è un vademecum per essere bravi. Non esiste. Si impara giorno dopo giorno grazie a quel filo forte, fortissimo, che lega un figlio ai genitori. E se quel filo non si vede perché la quantità, l’ampiezza delle responsabilità, degli impegni, dello stress sono enormi, allora i dovrebbe sentire il richiamo dell’amore filiale che fa aprire occhi e cuore. E’ tanto invisibile un bambino, il proprio figlio, seduto sul seggiolino in auto? Non cerchiamo di trovare quella microscopica forzatura che addebita l’orrore – perché di orrore si tratta e non di errore – alla società troppo frenetica. Sono soltanto da censurare, e censurare duramente, confusioni sulla responsabilità. Non sono ammesse distrazioni, superficialità, mancanze quando sono in gioco la sicurezza e la vita dei propri figli. Casi del genere rappresentano sì un allarme sociale, ma se accadono la colpa è dei genitori. Dunque, non cerchiamo alibi, non troviamo scuse, non arrampichiamoci sugli specchi perché quando casi del genere accadono non ci sono alternative alla vergogna. E nulla può porre riparo alla tragedia che si è compiuta.

Scrivi un commento

L'e-mail non sarà pubblicata. I campi contrassegnati sono obbligatori. *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

CulturiaChannel.it

Storia, Cultura e Tradizione, offerta turistica ed enogastronomica. Eventi, imprese ed artigianato locale.
CulturiaChannel promuove le manifestaizoni legate all'Arte, alla Cultura, alla Musica, al Teatro, alla Danza, all'Architettura, con particolare riguardo verso storie di vita popolare, la Tradizione, il Culto e le manifestazioni locali, per incentivare tutto cio che appartiene alla nostra memoria storica, al nostro folklore.

Indici di Borsa Mondiali

Investing.com Italia
Save the Children Italia Onlus