“Essere attivisti oggi: il viaggio di Vittorio”, incontro con Egidia Beretta e Carlo Mileti

L’associazione culturale “Alter-AZIONE”, in collaborazione con “Youthmed-Youth Mediterranean Network”, Coop. Soc. “Commercio Equo e Solidale di Lecce”, associazione “Il Ponte” e centro culturale “Manifatture Knos” , promuove, per giovedì 17 Novembre (h. 18,30 Manifatture Knos):
 “Essere attivisti oggi: il viaggio di Vittorio”, incontro con:
 
  • Egidia Beretta (madre dell’attivista italiano Vittorio Arrigoni, assassinato a Gaza nel 2011 e autrice del libro)
  • Carlo Mileti (responsabile del progetto di cooperazione internazionale “Fair Trade Fair Peace” in Cisgiordania-Palestina e Kufr Khan-Israele);
modera e introduce
  • Gabriel Mileti (vicepresidente AlterAZIONE, volontario A.R.C.S in Palestina).
Da sempre impegnata nel mondo dell’attivismo per i diritti umani, e molto richiesta in tutta Italia, Egidia Beretta è autrice del libro “Il viaggio di Vittorio” (Dalai Editore; 2012), che promuove in ogni suo incontro -insieme al libro dello stesso Arrigoni “Gaza: Restiamo Umani” (ManifestoLibri; 2009)- come testimonianza diretta del lungo percorso, fisico e spirituale, che quel suo figlio (“né eroe né martire, ma solo un ragazzo che credeva nei diritti umani”) ha affrontato nel corso della propria vita, da volontario in Perù e nell’Europa dell’Est ad osservatore internazionale in Congo, fino all’approdo come attivista dell’International Solidarity Movement in quella martoriata striscia di terra chiamata Gaza.
Ci si soffermerà, dunque, sulla figura di Vittorio come attivista, intendendo l’attivismo nel più ampio senso ossia come cittadinanza attiva e di interessamento alle dinamiche che portano alcuni uomini a battersi per degli ideali superiori che vadano al di la di frontiere, confini e muri della vergogna, impegnandosi quotidianamente sotto vari fronti: dalla progettazione di cooperazione internazionale, al volontariato, alla denuncia nel giornalismo d’inchiesta.
locandina 2

Un evento straordinario per il mondo dell’attivismo e del volontariato Salentino, che si concluderà con un aperitivo presso il NO LOGO BAR, gestito dai giovani dell’associazione Alter-AZIONE, a sostegno del progetto “Fair Trade Fair Peace“, promosso dalla Cooperativa Commercio Equo e Solidale di Lecce e riguardante la creazione di manufatti frutto del lavoro comune tra cooperative sociali arabe ed israeliane. I prodotti vengono promossi e diffusi all’interno del circuito nazionale delle Botteghe del Mondo.

L’incontro, che si svolgerà Giovedì 17 Novembre alle h. 18:30 presso le Manifatture Knos, e che verrà riproposto il giorno successivo, VENERDI’ 18/11, alle ore 10:00 presso il liceo statale Don Tonino Bello di Copertino (in collaborazione con comune di Copertino, consulta servizio civile, istituto scolastico, bottega Made in Dignity), e alle ore 18:30 presso Palazzo Comi di Lucugnano ( in collaborazione con AlterAZIONE, Comune di Tricase, Mondoradio, Libera Università Popolare SudSalento, bottega Made in Dignity), si inserisce nel ciclo di incontri pensato dai giovani studenti universitari Gabriel Mileti (facoltà di Giurisprudenza, associazione Alter-AZIONE) ed Enrico Pulieri (faoltà di Economia, associazione Youthmed), dal titolo “Cent’anni di spartizione coloniale: il medioriente rimesso in discussione alla luce degli accordi Sykes-Picot”, in collaborazione con il Consiglio degli Studenti dell’Università del Salento e associazione informale “il Ponte”.
Scheda
Non è facile parlare di un figlio che non c’è più. Ci riesce, in modo semplice e sereno, Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni, l’attivista italiano ucciso a Gaza la notte tra il 14 e il 15 aprile 2011. Sarà perché è una donna da sempre impegnata nel sociale e sindaca del suo paese, Bulciago, in provincia di Lecco. Ma sotto la corazza che si è costruita nasconde un dolore lacerante. Eppure va nelle scuole per raccontare di suo figlio, né eroe né martire, “solo un ragazzo che credeva nei diritti umani”.

Dopo il Perù, l’Europa dell’est e l’Africa, Vittorio va, infine, a Gaza. Per portare il suo contributo dove ce n’è bisogno. Sensibilità e attenzione per gli “ultimi” che manifesta già nei temi scolastici, raccolti nel libro insieme agli scambi epistolari con la madre, nei quali s’intuisce la consapevolezza del pericolo ma anche l’ineluttabilità del voler essere comunque lì. “La cosa che mi turba di più è non sapere perché è morto”, scrive ancora la madre che si sofferma sull’ultimo ritorno a casa del figlio, nel 2009, con le urla notturne, l’inquietudine e gli incubi. Vittorio però riparte, per quello che sarà il suo ultimo viaggio. Per tornare a Gaza e raccontare ciò che vede attraverso il suo blog, Guerilla radio. Fino a quando viene ucciso da una cellula jihadista salafita fuori controllo, per motivi ancora poco chiari.

Salvatore Aloïse

Internazionale, numero 988, 22 febbraio 2013

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