AMMINISTRATIVE, ANNALISA CUPPONE: IL SENSO CIVICO DA VALORE AL CITTADINO

Osservo  la lontananza fra i GIOVANI e la POLITICA, le nuove generazioni sono aliene all’idea di Stato, hanno perso un’idea costruttiva di sé e del futuro. E’ anche un po’ colpa della classe dirigente, che non riesce spesso ad aggregare, e non è attenta alle loro istanze.
E’ necessario ritrovare il senso della legalità, ridotto ormai  al lumicino,  inteso come rispetto delle norme che disciplinano la vita nel nostro Stato e della nostra comunità.
Moltissimi cittadini in un modo o nell’altro, trasgrediscono quotidianamente leggi vincolanti e di solito lo fanno quando si sentono ragionevolmente sicuri che non verranno scoperti: i quintali di immondizia abbandonati sui cigli delle strade o l’evasione fiscale ne sono prove evidenti.
La scusa che si usa in questi casi è “Tanto lo fanno tutti!” e ciò significa, una volta di più, che siamo “etero determinati” nelle nostre azioni e che, in realtà, non pensiamo con la nostra testa ma “siamo pensati” dall’inconscio collettivo.
Lo scarso senso civico e la carente percezione della legalità da parte del cittadino sono le vere cause dei comportamenti “dello stesso tipo” attuati dai nostri politici.
Dobbiamo stimolare la partecipazione dei cittadini alla gestione della “polis”, intesa come patrimonio comune con l’obiettivo di rafforzare e diffondere gli strumenti della cittadinanza attiva, informata e cosciente, capace di concretizzare azioni di responsabilità sociale collettiva e territoriale.
Dobbiamo valorizzare i “capitali” del territorio , ovvero il capitale umano, il capitale naturale, il capitale culturale e sociale, nonché il capitale economico, attraverso progetti di promozione delle potenzialità, di potenziamento e di innovazione delle dimensioni di sviluppo del territorio.
Ed infine,non meno importante, ma fondamentale, l’Uguaglianza nei diritti e nei doveri, come valore da riconoscere a tutti, indistintamente dal sesso e dalle disponibilità delle proprie tasche; non voglio parlare di classi sociali perché non dovrebbero esistere.
Anna Lisa Cuppone
1 giugno 2016

 

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