Abusava della figlia dodicenne. Arrestato leccese

Gli Agenti della Squadra Mobile nella serata di ieri hanno eseguito una ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti  domiciliari nei confronti di un leccese di  quarantasei anni,  responsabile di violenza sessuale aggravata e continuata commessa nei confronti della figlia dodicenne della sua ex compagna.
I brutali episodi riguardano un periodo compreso tra il 2014 e la metà del 2016, in concomitanza della relazione sentimentale che la mamma della piccola aveva intessuto con l’uomo.
La prima denuncia della donna, resa ai poliziotti della Squadra Mobile, risale alla fine di luglio del 2016, quando la mamma aveva ricevuto le confidenze strazianti della figlia, che in lacrime le aveva confidato di essere stata ripetutamente abusata dal suo convivente, il quale l’aveva minacciata di non riferire nulla a nessuno.
L’ascolto reso con “ modalità protetta” dalla minore e quindi gestito in maniera tale da evitarle il profondo disagio causato dalla ricostruzione del racconto, ha fatto si   che la bambina confermasse quanto denunciato dalla madre e specificasse alcuni episodi ricostruendo in maniera coerente quanto accadutole. L’uomo, infatti, approfittando del rapporto di convivenza, nelle ore  notturne si sarebbe introdotto nella sua cameretta e l’avrebbe palpeggiata nelle parti intime e sul seno, spesso baciandole anche la bocca. In una occasione l’avrebbe  costretta a subire un rapporto sessuale, avvalendosi del suo stato di inferiorità fisica e della soggezione psicologica che nutriva nei suoi confronti, in quanto rappresentava un punto di riferimento, sostitutivo della figura paterna.
Le indagini immediatamente avviate dai poliziotti e coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica, D.ssa Stefania Maria MININNI, hanno consentito di accertare la veridicità delle dichiarazioni della minore e quindi di costruire un quadro probatorio solido che ha permesso al Giudice competente di emettere la misura cautelare.
 Il complesso lavoro di ricostruzione della turpe vicenda è stato  eseguito dai poliziotti addetti alla “ Sezione Reati contro la persona, i minori e sessuali”, incardinata nella Squadra Mobile, i quali vantano competenze e formazione specifiche in tema di reati commessi nei confronti delle cosiddette “ fasce deboli”.
Sempre più costante e incisivo è infatti l’impegno profuso dalla Questura nella  repressione anche di  tali delitti che, come noto, sono purtroppo in aumento.

 

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