A WINDSOR La personale di Giuseppe Ciracì verrà inaugurata domani alle 20 a Palazzo Vernazza

Venerdì 5 luglio, alle ore 20, a Palazzo Vernazza Castromediano di Lecce, verrà inaugurata A Windsor, la  personale di Giuseppe Ciracì, a cura di Martina Cavallarin e Massimo Guastella. Si tratta di una grande raccolta di opere a ciclo aperto incentrate sullo studio del tema anatomico. Le carte leonardesche di Windsor sono infatti, le fondamenta su cui Ciracì costruisce opere di sorprendenti intensità e novità.
L’evento è organizzato da CO61 Arte Contemporanea di Gianmichele Arrivo e ROSSOCONTEMPORANEO di Angelo Raffaele Villani. In mostra il catalogo di Giuseppe Ciracì, Opere, edito da Mario Congedo di Galatina, il n.4 della Collana Tasc Territorio, Arti Visive e Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università del Salento, con i testi di Massimo Guastella e Martina Cavallarin, che prenderanno parte alla serata.
Le carte leonardesche di Windsor sono infatti, le fondamenta su cui Ciracì costruisce opere di sorprendenti intensità e novità. Secondo Massimo Guastella, docente presso l’Università del Salento e critico d’arte, “Queste “pagine” attraggono per il denso viluppo visivo e concettuale che costituisce il percorso semantico e mentale verso cui è condotto lo sguardo del fruitore”. Così Giuseppe Ciracì sceglie Leonardo da Vinci, il massimo artefice di progetti che guardano al futuro, e “sentendosi epigono della tradizione, la prosegue e la modifica perpetuando la testimonianza del proprio tempo, consapevole che il confine è sempre più sottile”.
 L’analisi di Martina Cavallarin critica e curatrice, che segue da diversi anni l’evoluzione artistica di Ciracì, parte da un assunto: “l’arte possiede l’arma dell’Impertinenza: sfuggente, endemica e fisiologica, difficile e incatalogabile. l’Impertinenza è l’Opera d’Arte, e questa fa la differenza. Se la necessità di Ciracì – necessità in bilico tra iper-realismo e un concettualismo colto e ricercato – risiede nel riuscire a spostare l’inerzia della pittura tradizionale, la pratica sta godendo di evoluzione mentale e formale traducendosi in una condizione di partecipazione e di relazione oggettuale nella proposta di un impiego alternativo dello sguardo che deve funzionare, come in questo ciclo A Windsor, secondo una diversa autonomia e reinventata sotto-realtà”. Il metodo di Ciracì è rigoroso e minuzioso. Fatto di sovrapposizioni e sapienti assemblaggi, giochi di raffinati chiaroscuri in cui matita e pennello imprimono sulla carta potenti effetti tridimensionali. Al centro delle sue rappresentazioni abitano volti o squarci di corpi e tuttavia “l’immagine adoperata resta fuori da ogni memoria celebrativa, benché appartenente al suo mondo reale, alla sfera degli affetti e della partecipazione emotiva o quotidiana, e non si riduce mai a puro involucro”.
 Diversi linguaggi sensoriali si mescoleranno per dare corpo ad un evento che è arte e vita insieme. L’exhibition infatti sarà accompagnata ed impreziosita dalla degustazione dei pregiati vini delle Cantine Menhir Salento, nati dal connubio tra passione e progresso e dalle note flautate del quartetto Mediterraneo composto da Marco Delisi, Carmela Rita Guarino, Marilisa Maselli e Gabriele Guerrieri, un gruppo di recente formazione che armonizza al suo interno elementi di grande energia e talento.
In mostra il catalogo di Giuseppe Ciracì, Opere, edito da Mario Congedo di Galatina, il n.4 della Collana Tasc Territorio, Arti Visive e Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università del Salento, con i testi di Massimo Guastella e Martina Cavallarin, che prenderanno parte alla serata.
Con il patrocinio del Comune di Lecce, Provincia e Regione Puglia, l’evento concorre alla candidatura di Lecce città della Cultura 2019. In collaborazione con Laboratorio TASC dipartimento di Beni Culturali Università del Salento, CRACC Srl spin-offf Università del Salento e Scatolabianca Milano, media partner della serata InOnda Webtv.
L’evento è stato reso possibile grazie al supporto di ProMedicare, azienda impegnata da anni nella ricerca in ambito anatomico, che ha creduto nell’importanza culturale ed artistica dell’iniziativa

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